Economia circolare e sostenibilità, una relazione fondamentale per una moda etica ed ecofriendly

Sappiamo cos’è la moda sostenibile, ma qual è il suo rapporto con l’economia circolare? E quali sono le realtà che hanno sposato questo tipo di economia? 

Economia circolare e moda sostenibile sono due realtà che vanno di pari passo. Il settore del tessile infatti è il primo in Italia dove l’economia circolare ha più successo, seguito dal settore alimentare e da quello della gestione dei rifiuti.

Ma che cos’è l’economia circolare?

Prendendo la definizione dal sito del Parlamento Europeo, l’economia circolare è “un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.”

Come fanno economia circolare e moda sostenibile ad entrare in contatto?



La circolarità si trova nella valorizzazione degli scarti e dei rifiuti, seguendo due tipi di strategie: l’anello chiuso, e l’anello aperto.

Il primo anello prevede il riutilizzo e riciclo dei tessuti stessi. Un esempio è Rifò, il brand toscano di moda sostenibile che dona nuova vita ai vecchi jeans, al cashmere rigenerato e al cotone, creando nuovi capi totalmente riciclabili e a km 0.

L’anello aperto invece consiste nell’utilizzo di materiali non tessili (ad esempio plastica, frutta, ma anche caffè e latte) che vengono lavorati per creare nuove tipologie di fibre. Un esempio è Orange Fiber, il brand che crea tessuti sostenibili partendo dagli scarti dell’industria di trasformazione degli agrumi.


Economia-circolare

Entrambe le strategie prevedono per il settore del tessile due tipi di riciclo: il meccanico e il chimico. Questi hanno lo scopo di rigenerare i rifiuti mantenendo inalterata la qualità delle fibre e dei materiali che li compongono, permettendo così di ottenere tessuti e filati di alta qualità.

Per approfondire queste tipologie di lavorazione potete visitare la pagina dedicata al riutilizzo dei rifiuti tessili su economia-circolare.info.

Chi sono i protagonisti del cambiamento del settore moda?

Ci sono diverse realtà nel settore del fashion che hanno sposato il concetto di moda sostenibile ed economia circolare. Come abbiamo già detto nel primo articolo dedicato alla moda sostenibile, i grandi brand sono in prima linea per quanto riguarda la scelta di materiali e lavorazioni che possano garantire una filiera etica e positiva per l’ambiente.

Ma a combattere questa battaglia non ci sono solo loro. Paladine della sostenibilità sono anche le sartorie locali, che con la loro continua ricerca e attenzione creano capi unici e con un impatto positivo per l’ambiente che ci circonda.

Nel prossimo articolo conosceremo più da vicino alcune di queste realtà, restiamo in contatto!

#moda

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